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	<title>Tornaboni.it</title>
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		<title>Intervista per &#8220;Personaggi Tecnologici&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 14:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tornaboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community Manager]]></category>
		<category><![CDATA[Web Content Specialist]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoratori del web]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato-Networkers.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina sono stato contattato da Mario Grasso, uno dei curatori del sito web: http://www.sindacato-networkers.it per una breve intervista sulla mia esperienza di &#8220;lavoratore del web&#8221; per la rubrica &#8220;Personaggi Tecnologici&#8221;. Ecco il testo dell&#8217;intervista: Nato alla Spezia 26 anni fa, laureato inInformatica Umanistica  all&#8217;Università di Pisa. Appassionato di web e nuovi media. Dopo aver concluso<p class="readmore"> <a href="http://tornaboni.it/?p=1670" title="Read Intervista per &#8220;Personaggi Tecnologici&#8221;">Read more...</a> </p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina sono stato contattato da Mario Grasso, uno dei curatori del sito web: <a href="http://www.sindacato-networkers.it" target="_blank">http://www.sindacato-networkers.it</a> per una breve intervista sulla mia esperienza di &#8220;lavoratore del web&#8221; per la rubrica &#8220;Personaggi Tecnologici&#8221;.</p>
<p>Ecco il testo dell&#8217;intervista:</p>
<p>Nato alla Spezia 26 anni fa, laureato in<a title="informatica umanistica" href="http://infouma.di.unipi.it/" target="_blank">Informatica Umanistica</a>  all&#8217;Università di Pisa. Appassionato di web e nuovi media.</p>
<p>Dopo aver concluso gli studi è entrato nel mondo del lavoro grazie a Colorado Film srl, società per la quale ho lavorato come Content e Community Manager collaborando sia alla gestione dei siti web ad essa collegati che alla gestione dei canali social.</p>
<p>Sempre interessato ad approfondire le sue conoscenze ha, da poco, attivato un blog sul suo sito web <a title="tornaboni.it" href="http://tornaboni.it/" target="_blank">Tornaboni.it</a>, all&#8217;interno del quale cerca di raccontare le sue esperienze come &#8220;lavoratore del web&#8221;.<br />
<span style="color: #ffffff;"><strong>L’ultimo social post?</strong></span><br />
il mio ultimo <a href="https://twitter.com/FTornaboni/status/332135154145431552" target="_blank">tweet</a>: Adatta la tecnica all&#8217;idea, non l&#8217;idea alla tecnica. Se puoi sognarlo puoi farlo!</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>L’ultimo video che hai visto su Youtube?</strong></span><br />
Escludendo i video visti per lavoro (si un Web Content Specialist deve anche visionarsi tutti i video che vengono pubblicati sui canali web e social che gestisce), uno degli ultimi video che ho visto è stato il videoclip del Gemelli Diversi &#8220;V.A.I.&#8221;</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Mac, Windows o Linux?</strong></span><br />
Mac senza ombra di dubbio.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Un libro che ha segnato la tua vita?</strong></span><br />
&#8220;Senza perdere la tenerezza&#8221; &#8211; di Paco Ignacio Taibo II. Può sembrare strano ma, se quando avevo 13 anni, non avessi letto questo libro non avrei mai scelto l&#8217;informatica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Qual è stato il progetto lavorativo che più ti ha segnato?</strong></span><br />
Sicuramente l&#8217;esperienza lavorativa all&#8217;interno della Colorado Film.<br />
Prima di tutto perché mi ha consentito di fare esperienza gestendo siti web e canali social con un&#8217;altissimo flusso di visitatori ed in secondo luogo perché ho avuto modo di sperimentare quanto sia difficile far interagire il mondo cine-televisivo con il web.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Quando hai deciso di diventare web content specialist?</strong></span><br />
In realtà è stato un passaggio graduale, il corso di laurea che ho frequentato ha come obbiettivo primario l&#8217;insegnare ai suoi laureati a gestire contenuti culturali attraverso le nuove tecnologie e quella di web content specialist è solo una delle possibili professioni.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Nella tua carriera, ha contato più lo studio (da autodidatta o scolastico-professionale) o l’esperienza pratica?</strong></span><br />
Sicuramente la scelta di frequentare Informatica Umanistica si è rivelata la più giusta, poi naturalmente vi sono alcune cose che si possono imparare solamente con la pratica.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Hai avuto durante la tua carriera professionale un incontro particolare?</strong></span><br />
Sicuramente quello con il Professor Van Boxel, il co-relatore della mia tesi triennale.<br />
Il tirocinio all&#8217;interno del suo studio mi ha aiutato molto a comprendere cosa vuol dire veramente lavorare in una web agency in cui si sviluppano progetti di comunicazione web partendo da zero.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Cosa consigli ai giovani che vogliono diventare web content specialist come te?</strong></span><br />
Sinceramente consiglierei di frequentare il corso di laurea in Informatica Umanistica dell&#8217;Università di Pisa, poiché ci sono alcuni aspetti teorico/pratici che è veramente molto difficile imparare da soli.<br />
Poi ci sono i mie amici più stretti incontrati durante l&#8217;università, senza di loro probabilmente non ne sarei mai uscito con una laurea magistrale.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Internet ha cambiato il mondo del lavoro in Italia. Come?</strong></span><br />
Internet ha donato al mondo del lavoro non solo una lunga serie di nuove professioni, ma ha soprattutto consentito alle persone un&#8217;interconnessione ed un accesso all&#8217;informazione, e quindi alla cultura, che prima era semplicemente impossibile da ottenere. Basti pensare che è possibile consultare quotidiani o visionare trasmissioni di molti anni fa senza bisogno d&#8217;alzarsi dalla propria scrivania.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Serve un sindacato dei Networkers? Se sì, come te lo immagini?</strong></span><br />
Sicuramente si, un sindacato che aiuti a mettere in ordine il mercato del lavoro, per quanto riguarda i lavoratori del web, è sicuramente necessario.<br />
Soprattutto per aiutare a definire quali i profili professionali e le conoscenze necessarie per lavorare con il web.<br />
I profili delineati dal IWA sono solo il primo passo di una strada ancora molto lunga.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Descrivi la tua professione in modo chiaro e diretto in modo che anche mia nonna possa capirla.</strong></span><br />
Un Web Content Specialist è colui che si occupa di realizzare dei contenuti appositamente studiati per un sito internet.<br />
In maniera più semplice non saprei come dirlo.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>L’organizzazione ‘classica’ del lavoro (orari rigidi e cartellino da timbrare) ha senso per un networker?</strong></span><br />
Secondo me no, il web è un mondo che rimane attivo 24 ore su 24, prendiamo ad esempio il live tweet di una trasmissione televisiva o l&#8217;aggiornamento continuo di un sito d&#8217;informazione. Si tratta di due cose indispensabili per un utilizzo fruttuoso del web eppure entrambe si svolgono ad orari spesso molto diversi dalla normale &#8220;giornata lavorativa&#8221;.<br />
Inoltre, a seconda delle scadenze, possono capitare giornate in cui si ha pochissime cose da fare e giornate in cui si sta al computer anche 14 ore consecutive.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Quanti sono i tuoi amici sui socialnetwork, quanti di questi conosci davvero e quanti frequenti anche “off-line”?</strong></span><br />
Può sembrare strano, ma buona parte di loro li ho prima conosciuti &#8220;off-line&#8221; e solo successivamente aggiunti sui social network, anche se naturalmente la percentuali di contatti conosciuti &#8220;on-line&#8221; è diversa a seconda del social-network che si prende in esame.<br />
Personalmente credo che un qualsiasi account Twitter abbia un numero maggiore di &#8220;contatti conosciuti on-line&#8221; che un social network più &#8220;personale&#8221; come Facebook.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Prima di incontrare qualcuno che non conosci fai una ricerca su Google?</strong></span><br />
Ebbene si, soprattutto per preparasi ad un colloquio, la ricerca su internet di una determinata persona può rivelarsi molto utile. Se non altro per comprendere meglio i suoi interessi e la sua personalità.<br />
Poi se dovesse risultare nell&#8217;elenco dei ricercati forse è il caso di riconsiderare la possibilità d&#8217;incontrarla <img src='http://tornaboni.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>di <strong><span style="color: #ffffff;">Mario Grasso</span><br />
</strong>9 maggio 2013</p>
<p>Testo completo <a href="http://www.sindacato-networkers.it/articolo.php?id_art=531" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>La mia esperienza a Code4Milano 2013</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tornaboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic Design]]></category>
		<category><![CDATA[Code4Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[StartMiUp]]></category>
		<category><![CDATA[StartUp]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella giornata di ieri ho avuto l&#8217;opportunità di partecipare come designer a Code4Milano un hackaton promosso da StartMiUp, E015 e &#8220;Expo 2015 &#8211; Tavoli Tematici&#8221; ed ospitato da Login. L&#8217;Hackaton aveva come obbiettivo la realizzazione, in circa 8 ore, di un App  che utilizzasse gli Open Data messi a disposizione da E015 il progetto, legato<p class="readmore"> <a href="http://tornaboni.it/?p=1644" title="Read La mia esperienza a Code4Milano 2013">Read more...</a> </p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri ho avuto l&#8217;opportunità di partecipare come designer a <a title="Sito web Code4Milano" href="http://www.code4milano.org" target="_blank">Code4Milano</a> un hackaton promosso da <a href="http://www.startmiup.it" target="_blank">StartMiUp</a>, <a href="http://www.expo2015.org/e015" target="_blank">E015</a> e <a href="http://www.tavoliexpo.it" target="_blank">&#8220;Expo 2015 &#8211; Tavoli Tematici&#8221;</a> ed ospitato da <a href="http://www.coworkinglogin.it" target="_blank">Login</a>.</p>
<p><a href="http://tornaboni.it/wp-content/uploads/2013/05/logo_Code4Milano.png"><img class="wp-image-1645 alignright" style="margin: 0px 0px 0px 10px;" alt="logo_Code4Milano" src="http://tornaboni.it/wp-content/uploads/2013/05/logo_Code4Milano-250x181.png" width="175" height="127" /></a>L&#8217;Hackaton aveva come obbiettivo la realizzazione, in circa 8 ore, di un App  che utilizzasse gli Open Data messi a disposizione da E015 il progetto, legato all&#8217;Expo 2015, che ha come obbiettivo la creazione di una vera e propria smart city.<br />
I dati messi a disposizione si riferivano ai diversi mezzi di trasporto disponibili a Milano, erano quindi disponibili sia i dati riguardanti ATM, BikeMi, Trenitalia e Trenord che i dati sul traffico automobilistico. Per esempio tra i dati disponibili vi erano i dati riguardanti gli orari esatti di arrivo ad una determinata fermata dei mezzi ATM, ovvero i dati che vengono visualizzati all&#8217;interno delle paline presenti alle fermate dei tram.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Cronaca della giornata.</strong></span></p>
<p>Una volta arrivati a Login, uno spazio di coworking nella zona nord di Milano, si veniva accolti da due sorridenti addette che, dopo avervi offerto la colazione, registravano la vostra presenza all&#8217;evento e vi consegnavano le chiavi d&#8217;accesso alla rete wi-fi e agli open data. La chiave d&#8217;accesso per i dati era necessaria in quanto i dati erano forniti in anteprima e solamente alla fine di questo mese diventeranno realmente &#8220;open&#8221;.<br />
Completate le procedure di registrazione si veniva quindi invitati a prendere posto all&#8217;interno dell&#8217;area di coworking che avrebbe ospitato la gara.</p>
<p>Entrati all&#8217;interno dell&#8217;area che avrebbe ospitato la gara una delle organizzatrici, facilmente riconoscibili per delle t-shir molto colorate riportanti nomi come &#8220;Cake Dealer&#8221; e &#8220;Party Manager&#8221;, vi poneva la domanda &#8220;Developer o Designer ?&#8221; dopodiché, se eravate seduti ad un tavolo da soli, vi invitava a fare gruppo con gli altri partecipanti seguendo la regola &#8220;Almeno un developer e un designer per gruppo&#8221;.<br />
Quindi mentre voi scoprivate quale collega vi aveva assegnato il caso loro continuavano la loro opera di aggregazione e piano piano prendevano forma i team che avrebbero partecipato all&#8217;hackaton.</p>
<p>Dopo un&#8217;iniziale presentazione dell&#8217;evento e una dettagliata spiegazione dei dati protagonisti del hackaton, al centro della sala veniva posizionato un frigo pieno di Red Bull fresche e si è dato il via alla gara.<br />
Nonostante si trattasse di una competizione l&#8217;aria che si respirava all&#8217;interno della sala era molto amichevole e sviluppatori e investitori giravano tra i tavoli conoscendo gli altri partecipanti e scambiandosi idee sia sul progetto da sviluppare che sulle tecniche utilizzabili.</p>
<p>Intorno all&#8217;ora di pranzo è stata annunciata una pausa e, con notevole fatica, sono stati staccati nerds e geeks dalle loro macchine e sono stati invitati a rifocillarsi a base di panini e succhi di frutta. Il pranzo è stata un&#8217;ulteriore occasione per socializzare con gli altri partecipanti scambiandosi storie e consigli sulle rispettive esperienze lavorative e sulle disavventure che spesso si vivono lavorando con le nuove tecnologie.</p>
<p>Concluso il pranzo si è tornati a lavorare ai rispettivi progetti sino alle 18, orario entro il quale era necessario consegnare il lavoro svolto ed una presentazione che lo illustrasse. Una volta raccolte tutte le presentazioni ogni team è stato invitato a esporre brevemente l&#8217;idea sviluppata. Il risultato sono stati una quindicina di progetti, molti dei quali molto validi ed interessanti. Inoltre una delle cose più interessanti che sono emerse è stata sicuramente la duttilità dei dati forniti e l&#8217;estrema diversità che avevano tra loro alcuni dei progetti presentati.</p>
<p>L&#8217;evento si è concluso quindi con la premiazione del miglior progetto originale e della miglior startup. Premiazione alla quale a fatto seguito un aperitivo ancora una volta offerto da Cortilia. Occasione per altro per scambiarsi complimenti e chiarimenti sui progetti presentati.</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Il mio progetto</strong></span></p>
<p>Personalmente ho avuto la fortuna di lavorare in team con uno sviluppatore torinese che si è rivelato non solo molto simpatico, ma anche veramente in gamba Andrea Tosatto (<a href="https://twitter.com/_hilbert_" target="_blank">@_hilbert_</a>).</p>
<p>Nella più classica divisione dei compiti mentre io curavo la parte di progettazione grafica e brand identity, compresa naturalmente la stesura dell&#8217;html e del css necessari. Andrea si occupava della programmazione back-end e dell&#8217;interazione con i vari servizi disponibili.</p>
<a href="http://tornaboni.it/wp-content/uploads/2013/05/1-Index.png"><img class="size-medium wp-image-1653 alignleft" style="margin: 0px 10px 0px 0px;" alt="Index &quot;Go There&quot;" src="http://tornaboni.it/wp-content/uploads/2013/05/1-Index-250x156.png" width="250" height="156" /></a>
<p>Alla fine della giornata ci siamo trovati tra le mani <em>&#8220;Go There &#8211; Your personal guide to Milan&#8221;</em> un&#8217;app pensata per aiutare i turisti a godersi a pieno la città di Milano aiutandoli a seguire un percorso di visita adatto alle loro esigenze.<br />
Essendo io Spezzino e lui Torinese è facile comprendere come l&#8217;esperienza personale abbia facilitato il calarsi nei panni del turista che arriva per la prima volta in Stazione Centrale a Milano.<br />
L&#8217;idea, sebbene non abbia vinto la competizione, ha ricevuto molti apprezzamenti e ha fatto si che sia io che Andrea ne fossimo molto orgogliosi. Non sappiamo se si andrà mai oltre i mockup e le pagine di codice realizzate ieri, ma sicuramente &#8220;Go There&#8221; ha rappresentato una sfida molto interessante e ci ha consentito di mettere alla prova le nostre capacità tecniche e sopratutto di team working.</p>
<p>In conclusione il bilancio della giornata è stato sicuramente positivo, Code4Milano si è rivelata un&#8217;iniziativa molto interessante che, oltre a rappresentare una sfida per designer e sviluppatori, ha rappresentato un&#8217;ottima occasione per approfondire la mia conoscenza del mondo delle startup e mi ha permesso di conoscere molte persone con le quali condivido la passione per l&#8217;innovazione e le nuove tecnologie.<br />
Sicuramente nel prossimo futuro non mancherò di partecipare ad altri eventi di questo tipo ed invito coloro che leggeranno questo post a fare altrettanto.</p>
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		<title>Il rapporto tra Facebook e lo share televisivo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tornaboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community Manager]]></category>
		<category><![CDATA[Show Televisivo]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Dati Auditel]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto influisce Facebook sui dati Auditel ? Quasi tutti i programmi televisivi hanno ormai la loro pagina Facebook ufficiale, ma quanto influisce la popolarità sui social network sui dati d&#8217;ascolto? Come possiamo facilmente immaginare non sempre chi &#8220;mette mi piace&#8221; alla pagina Facebook di uno show televisivo è poi un suo spettatore assiduo, sopratutto quando<p class="readmore"> <a href="http://tornaboni.it/?p=1639" title="Read Il rapporto tra Facebook e lo share televisivo">Read more...</a> </p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto influisce Facebook sui dati Auditel ?</p>
<p>Quasi tutti i programmi televisivi hanno ormai la loro pagina Facebook ufficiale, ma quanto influisce la popolarità sui social network sui dati d&#8217;ascolto?<br />
Come possiamo facilmente immaginare non sempre chi &#8220;mette mi piace&#8221; alla pagina Facebook di uno show televisivo è poi un suo spettatore assiduo, sopratutto quando si parla di show con un altissima popolarità e che sono stati visti per almeno una volta da quasi tutti gli utenti del web.</p>
<p>Negli Stati Uniti <a title="Citizen Net official Web Site" href="http://citizennet.com" target="_blank">CitizenNet</a>, un&#8217;azienda specializzata nello sviluppo di prodotti per la gestione del marketing sui social network, ha condotto uno studio su larga scala proprio per verificare il legame tra Facebook e ascolti televisivi:</p>
<p>I ricercatori di <a title="Citizen Net official Web Site" href="http://citizennet.com" target="_blank">CitizenNet</a> hanno monitorato 77 diversi show televisivi concentrandosi sul periodo di tempo a cavallo della première di stagione. I dati d&#8217;ascolto forniti da Nielsen sono quindi stati comparati con più di 20 metriche diverse prodotte da vari tool per l&#8217;analisi dei dati Facebook concentrandosi prevalentemente su: &#8220;Numero di mi piace totali di una pagina&#8221; e sul click-through rates medio dei suoi post.<br />
I risultati sono stati molto positivi, è infatti emerso che:<br />
Ipotizzando un CTR del 2%, il rapporto tra l&#8217;aumento dei &#8220;mi piace&#8221; e l&#8217;aumento medio dello share televisivo è di 3 a 1, ovvero ad <span style="color: #ffffff;"><strong>un aumento del 3% dei mi piace corrisponde un aumento del 1% dello share della trasmissione</strong>.</span></p>
<p>Il dato, sebbene riferito al mercato televisivo Statunitense, è uno di quelli che fa riflettere anche in Italia. Infatti rappresenta il primo vero riconoscimento &#8220;numerico&#8221; per tutti quelli che lavorano sul web ed in particolare per Community Manager, Web Content Specialist e soprattutto Digital Strategic Planner che non solo si trovano ad avere un dato concreto su cui sviluppare le loro strategie, ma hanno anche un dato concreto da mostrare al cliente. Cliente che spesso poco percepisce l&#8217;importanza di un alto CTR o la differenza tra il comprare 10.000 mi piace e l&#8217;ottenerli con una campagna di qualche mese.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? avete avuto modo di verificare con mano il rapporto tra Facebook e una differente metrica ? Raccontateci la vostra esperienza!</p>
<p><a href="http://citizennet.com/blog/wp-content/uploads/2013/04/CitizenNet-TV-Whitepaper-April-2013-1.pdf" target="_blank">Link alla pubblicazione ufficiale CitizenNet</a></p>
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		<title>La gestione dei commenti negativi.</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 15:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tornaboni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community Manager]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Critiche]]></category>
		<category><![CDATA[flame]]></category>
		<category><![CDATA[troll]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei problemi che s&#8217;incontrano nella gestione quotidiana di una pagina Facebook o di un account Twitter legato ad un marchio o ad un evento di qualche tipo è costituito dalle critiche. Infatti non è mai bello trovarsi un &#8220;questo prodotto fa schifo&#8221; come primo commento alla foto che abbiamo appena pubblicato o peggio come<p class="readmore"> <a href="http://tornaboni.it/?p=1635" title="Read La gestione dei commenti negativi.">Read more...</a> </p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei problemi che s&#8217;incontrano nella gestione quotidiana di una pagina Facebook o di un account Twitter legato ad un marchio o ad un evento di qualche tipo è costituito dalle critiche.<br />
Infatti non è mai bello trovarsi un &#8220;questo prodotto fa schifo&#8221; come primo commento alla foto che abbiamo appena pubblicato o peggio come primo post del diario.</p>
<p>Il problema si fa molto evidente quando si parla di una pagina Facebook, poiché un singolo tweet ha spesso una vita molto più breve di quella di un commento su Facebook.</p>
<p>Di fronte ad un tale commento un community manager ha di fronte varie opzioni:</p>
<p><strong>1) La cancellazione del commento.</strong><br />
Questa è sicuramente la soluzione più semplice. Con un paio di click ed un attenta supervisione della pagina è infatti possibile tenere una pagina quasi del tutto libera da commenti negativi.<br />
Tuttavia questa soluzione a mio avviso non sempre da i risultati sperati: Una pagina completamente priva di pareri negativi infatti può apparire ad un utente finta, quasi un annuncio pubblicitario.<br />
Inoltre con una cancellazione compulsiva si rischia d&#8217;incontrare l&#8217;utente che, una volta vistosi cancellato un commento negativo, risponda con il classico post: &#8220;Perché cancellate i messaggi?&#8221; o peggio l&#8217;utente che, creando degli screenshot dei suoi interventi, inizi una campagna denigratoria contro il vostro marchio accusandovi di &#8220;censurare le critiche&#8221;.<br />
Chi conosce il mondo dei social network sa bene come tali campagne, se prendono piede, siano quasi impossibili da rimuovere dalla rete, creando di conseguenza non pochi problemi al brand citato.</p>
<p><strong>2) La risposta diretta alle critiche.</strong><br />
La tentazione di rispondere per le rime a commenti negativi e spesso offensivi è forte, ma non è un caso che in internet si sia diffuso il detto &#8220;non dare da mangiare ai trolls&#8221;. Rispondendo per le rime infatti si rischia di dare il via a flame poi molto difficili da spegnere, sopratutto nel caso le critiche abbiano una qualche dose di verità.<br />
Se si decide quindi d&#8217;intraprendere la strada delle risposta diretta è bene assicurarsi di rispondere in modo da zittire il contestatore con argomenti solidi e di difficile contestazione, anche se spesso può essere molto difficile &#8220;duellare&#8221; con troll professionisti e con un duello si concede molta visibilità alla critica stessa.</p>
<p><strong>3) Ignorare la critica e lasciare che sia la community stessa a rispondere.</strong><br />
Questa è a mio avviso la strada migliore. Spesso infatti coloro che scrivono parole di critica su una pagina Facebook o in un tweet lo fanno esclusivamente per ottenere visibilità, soprattutto nel caso di pagine con un&#8217;alto numero di fan o riguardanti un evento recente (come ad esempio durante la messa in onda di un programma televisivo.). Non trovando l&#8217;attenzione che cerca è quindi altamente probabile che l&#8217;autore del commento abbandoni la pagina dopo un paio di commenti negativi spostando la sua attenzione su un&#8217;altra pagina.<br />
Una cosa che può accadere, ed è il sogno di ogni community manager, è che sia la stessa community a reagire alla critica difendendo il vostro marchio o semplicemente ignorando il troll non dandogli gli agognati &#8220;like&#8221;.<br />
Naturalmente se è la community stessa a reagire il community manager deve prestare attenzione al rischio di flame.</p>
<p>In conclusione ritengo quindi che il detto &#8220;non dare da mangiare ai trolls&#8221; debba essere scritto a caratteri cubitali in ogni ufficio di un community manager e che una pagina con qualche piccola critica possa essere molto più &#8220;vera&#8221; ed efficace rispetto ad una vetrina in cui i &#8220;bravi&#8221; ed i &#8220;bellissimo&#8221; siano tanto numerosi quanto &#8220;finti&#8221; almeno agli occhi di un utente medio.<br />
Inoltre avere un commento negativo con pochissimi &#8220;like&#8221; seguito da un commento positivo con invece un alto numero di &#8220;like&#8221; da l&#8217;impressione d&#8217;essere davanti ad un marchio molto apprezzato e aperto alle critiche e ai consigli.</p>
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		<title>Una nuova struttura ed un nuovo tema</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 16:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Tornaboni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente, dopo una lunga serie di esperimenti, ho completato le modifiche al mio sito internet. Le sezioni Portfolio e Blog sono state separate e ho realizzato un nuovo tema ispirato alla nuova interfaccia grafica ideata da Microsoft per Windows 8 e i sistemi correlati.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente, dopo una lunga serie di esperimenti, ho completato le modifiche al mio sito internet.<br />
Le sezioni Portfolio e Blog sono state separate e ho realizzato un nuovo tema ispirato alla nuova interfaccia grafica ideata da Microsoft per Windows 8 e i sistemi correlati.</p>
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